Universita' "N.Copernico" di Torun, 18 aprile 2007

GIOVANI E POESIA CONTEMPORANEA IN ITALIA:
un viaggio tra sogni,illusioni e tempeste…

(Sintesi dell'intervento)

Torun

Introduzione: Parlare di poesia contemporanea significa abbracciare un periodo che corre a cavallo dell’ultimo decennio, in quanto ciò che viene prima appartiene al discusso ma fecondo Novecento. La poesia italiana, tra la fine del secolo e l’inizio degli anni 2000, attraversa un momento confuso, eppur ricco di fermenti, in cui giovani ed ex giovani si dibattono, tra l’altro, su cosa sia la forma e cosa il contenuto, e se l’una e l’altro debbano e possano convivere.

Movimenti, idee e correnti di pensiero: Per quanto io sia convinto del fatto che non sia possibile rinchiudere persone e personalità in classificazioni predefinite, per chiarezza espositiva cercherò di delineare alcune aree “operative”. L’ultimo decennio, con l’affermarsi di Internet e dell’informatica, ha visto il formarsi di quattro linee di sviluppo, che, per facilità di comunicazione, ho voluto chiamare con definizioni di cui mi assumo pienamente la responsabiltà:

  1. “ NOVECENTISMO”. Si tratta di ciò che resta dei protagonisti della seconda metà del Novecento. Le generazioni dai quarantenni agli ultrasessantenni, che vivono la loro maturità anagrafica ed espressiva e gestiscono l’attuale momento della poesia dai “luoghi” simbolo del potere culturale e politico ( TV, case editrici, giornali, riviste ed aggregazioni politiche).In questo gruppo potremmo inserire, ad esempio, Edoardo Sanguineti, Franco Fortini, Valerio Magrelli, Roberto Mussapi ma, sopra tutti, Maurizio Cucchi. Autori diversi fra loro, accomunati però spesso dai ruoli e dalla militanza. In loro, l’impegno politico è anche espressione di un potere effettivo di interdizione nell’ambito propriamente culturale e poetico. Attorno a loro si formano correnti,clan e scuderie…Sono i nuovi “Signori della Poesia”.
  2. “SPONTANEISMO”. Si parte da concetti quali: la poesia è sentimento, è emozione…tutto ciò che è sentimento ed emozione è quindi poesia; la forma è una distorsione del valore e della originalità del testo. Una corrente di pensiero e d’azione che trova larga eco tra i giovani fruitori di Internet e delle nuove tecnologie. In questa area possiamo collocare i “cyber poeti”, gli appassionati di Bukowski ed esperienze del tipo “slam poetry”, nonché aspetti del cosiddetto avanguardismo, come il gruppo dei “poeti del dissenso” ( Erminia Passananti, Astremo, Lucini, Ciofi).
  3. “NEOAVANGUARDISMO”. Qui la poesia è libertà e ricerca costante, perciò continua evoluzione della forma; la forma prevale sul contenuto…il contenuto è la forma. Prevale la funzione di colpire e sbalordire, di uscire dalle regole, di trasgredire. Diventa sovente imitazione di formule teatrali e televisive di successo (vedi “Zelig”) con richiami al futurismo, al “Trash”…Il vate ispiratore è Flavio Oreglio con la sua “poesia catartica”.
  4. “NEOCLASSICISMO (o NEOLIRISMO)”.E’ una testimonianza del “rifiuto” degli eccessi orfici della “poesia pura” o dell’ermetismo, per ritrovare solo in modelli del passato (dal Duecento all’Ottocento) fonti di ispirazione. L’esponente di maggior fama…o successo è Patrizia Valduga.

La recita di alcuni testi, di vari autori, può meglio offrirvi una idea concreta di quanto vi ho sinteticamente esposto.
(segue lettura)

La mia collocazione, il mio pensiero e il mio progetto:
In questo Universo variegato io sono un “cane sciolto”, senza casa né padroni: non voglio stabilire “canoni estetici”, né “fare riferimenti critici ad un potere politico indecifrabile e minaccioso”…non amo la volgarità e con le metriche del passato ho solo giocato, per puro divertimento. Ho cercato di ripartire, da quel “liberare l’essenza delle sensazioni componendole, per sottrarle alla contingenza del tempo, in una metafora” (M. Proust) per invitare a riflettere sul compito del poeta nella quotidianità. L’incontro con il pensiero di Ezra Pound, controverso protagonista della letteratura del Novecento, mi ha condotto sulla strada della poesia come liberazione ed esperienza di crescita umana, per costruire un progetto che va oltre la semplice ricerca tecnico-linguistica e giungere a sperimentare nuove idee per “fare poesia”. Da  diversi anni, attraverso una associazione fondata nel 1990 e denominata CENTRO GIOVANI E POESIA, mi occupo di laboratori di poesia  ed ho avviato progetti in tal senso in Polonia, Bulgaria e Romania. Di tutto questo,e nel contesto della promozione della lingua e della cultura italiana, mi farà piacere parlarvi… Ringrazio intanto il prof. Cesary Bronowski per l’invito e voi studenti per l’attenzione e le domande. (seguono diversi interventi da parte degli studenti, in cui si chiedono informazioni circa la poesia religiosa degli anni ’60, chiarimenti sui vari movimenti giovanili, il premio internazionale, la metodologia dei laboratori, ed approfondimenti sulle premesse…)

A. Villa


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