Lezione n°3

SCHEMA LAVORO POESIA

  1. Quando scrivi le tue composizioni, le leggi ad alta voce?
  2. Leggendo ad alta voce, riesci a sentire se il testo è musicale? La tua voce è lo strumento, le parole formano l'armonia...prova!
  3. Esamina il testo che hai di fronte: è musicale? Se non lo è, si può rendere musicale sostituendo alcune parole con altre (più orecchiabili) ma con lo stesso significato?
  4. Le sensazioni e le emozioni possono essere espressi, recitando con le pause, i ritmi e le tonalità: come traduci tutto questo nei tuoi testi?
  5. Ritmare è far pausa nel respirare...Andare a capo, per te, è solo finire il rigo, oppure ha importanza per la musicalità della composizione?
  6. Per dare ritmo, hai provato ad andare a capo in modo diverso?
  7. E' importante il ritmo di una composizione? Prova a riscrivere il testo di una tua composizione con ritmi diversi.
  8. Qual è il ritmo che più ti soddisfa? Gli altri sono sbagliati oppure danno alla tua composizione significati diversi?
  9. Recitando la tua composizione ad alta voce, ti sei accorto che, se il tono è basso o alto, si possono dare significati diversi alle parole?
  10. Sai che è possibile indicare il tono nel testo scritto, usando i segni () e...? Prova ad utilizzarli...
  11. Verifica: leggi il testo a cui hai dato un ritmo e toni diversi.

Cristina Espa

  1. Si, sempre.
  2. Si e concordo su quanto dici.
  3. Il testo che ho preso in esame è "Presto". Ho provato a rifarla, a tranciarla, a rivederla e ti invio i due testi rifatti, ma che comunque non mi soddisfano.
  4. Con trattini, tre punti, a capo, usando il maiuscolo, impostando in maniera non solita le frasi otticamente parlando, ecc...
  5. E' essenziale l'andare a capo per dare vita, per dare movimento o staticità, in fin dei conti per esprimere il pensiero o l'emozione che non è mai comunque lineare. L'emozione è come le montagne russe. Le pause, il neretto, l'andare a capo servono per esprimere le montagne russe!
  6. Si, in effetti non uso sempre il solito sistema ma li alterno a seconda dell'effetto che ho in mente.
  7. Il ritmo è essenziale.
  8. Non me ne soddisfa neanche uno. Vorrei una poesia più breve, più intensa (come l'emozione che ho provato) ma non riesco a farlo in poche parole. Tutte e tre le versioni non riescono a dire quello che vorrei. Su questa poesia sono quasi 4 anni che ci butto via la testa.
  9. Secondo me è di importanza vitale il tono con cui si legge qualsiasi cosa, per dare enfasi, per richiamare l'attenzione, per dare suspance, per dare o togliere via...
  10. Li uso.
  11. Te li mando.
 PRESTO (1)

Siete ancora lassù,
in quel colmo di nuvolette bleu e rosa,
dove non c'è nessun altro che voi.

Siete lì sospesi,
ad aspettare,
in quel piccolo limbo di tenerezza.

Vi penso librarvi,
leggeri e giocosi,
in attesa delle chiamate.

A cosa pensate
quando vi penso
e ne desidero finalmente uno?

Forse volete continuare a giocare tra voi
o forse c'è un "fiocchetto" che sorride
e che mi chiama mamma...

Una cosa strana pervade il cuore,
una calda stretta benevola
che con un brivido scuote il corpo.

L'ho già provata,
questa grande emozione,
quando mi sono innamorata.

E allora guardo su a mezz'aria,
cercando di frugare tra le nubi
per poterti vedere.

Vorrei dirti che ti amo,
che so che sei lì
e che presto verrai portato,
sulle ali bianche
della grande cicogna,
nel mio grembo,
dove ti cullerò
prima di farti conoscere
il caos di questo mondo.

Ma ogni volta 
che vorrai essere avvolto dalla tenerezza
non dovrai che guardarmi
e, abbracciati, ti racconterò mille favole,
per sentirti meno solo,
per sentirmi meno sola.

PRESTO (2) 

Siete lì sospesi,
ad aspettare,
in quel piccolo limbo di tenerezza.

Vi penso librarvi,
leggeri e giocosi,
in attesa delle chiamate.

Guardo su a mezz'aria,
vorrei dirti che già t'amo,
ma non riesco a vederti.

Presto sarai portato,
dalle ali bianche della grande cicogna,
nella culla del mio grembo.

E, se poi, il mondo ti farà paura,
non dovrai che abbracciarmi
e io ti narrerò mille dolcissime fiabe.

PRESTO (3) 

Siete lì sospesi,
ad aspettare,
in quel piccolo limbo di tenerezza.

Vi penso librarvi,
leggeri e giocosi,
in attesa delle chiamate.

Guardo su a mezz'aria,
dove non c'è nessun altro che voi,
per poterti vedere.

Presto verrai portato,
sulle ali bianche della grande cicogna,
nella culla del mio grembo.

Ti racconterò mille favole,
per sentirti meno sola,
per sentirmi meno sola. 

Cara Cristina, hai fatto un ottimo lavoro ed i suggerimenti che ti posso dare riguardano sopratutto il finale. Intanto toglierei "bianche" dopo "ali", poi... "Ti narrerò mille / dolcissime fiabe / per sentirti... / meno solo, / per sentirmi / meno sola." Potresti anche staccare gli ultimi tre... se vuoi mantenere la "terzina", ma credo che se ti liberi da vincoli di struttura è meglio. Per esempio, potresti anche riprendere gli altri versi e scandirli in modo diverso...(limbo di tenerezza potrebbe andare a capo, a mezz'aria potrebbe essere a capo tra lineette...). Partire con uno schema fisso in mente può creare difficoltà notevoli e deviare dall'obiettivo.

Floriana Tambasco

Ogni volta che scrivo una poesia la leggo ad alta voce. Nella scelta delle parole faccio molta attenzione ad utilizzare quelle che esprimono meglio d'altre ciò che sento e che ben si adattano "all'ambiente" della poesia. Ad esempio, volendo esprimere serenità e dolcezza cercherò di non inserire nel testo parole in cui ricorrono lettere come la "r" o la "u". Nella poesia "Mi parli" ho prestato attenzione alla musicalità e mi sembra di esserci  riuscita abbastanza bene, pertanto non credo di dover cambiare qualcosa.

MI PARLI...

   Palpitante silenzio...
Odo la tua silenziosa voce:
         calda distesa di grano,
         carezzevole brezza marina.
   Rincorrersi
di onde passate e future
sul piatto e umido
                    presente.

Esprimono pause, ritmi e tonalità andando a capo, tramite la punteggiatura e qualche volta con l'utilizzo di parentesi.
Non vado mai a capo solo quando finisco il rigo, ma per dare un certo ritmo alla composizione o mettere in risalto alcune parole.

La poesia "Mi parli" si potrebbe scrivere anche nel modo seguente, cambiando il ritmo:

MI PARLI...

    Palpitante silenzio...
Odo...
    La tua silenziosa voce:
         calda distesa di grano,
         carezzevole brezza marina.
    Rincorrersi di onde
    - passate e future -
    sul piatto e umido presente



Il ritmo è rallentato.



Nella versione precedente sono evidenziate le parole "rincorrersi" e "presente".
Il ritmo è più lento.

Il primo ritmo mi soddisfa maggiormente.

Capisco che a te piaccia maggiormente la prima stesura (probabilmente la senti più tua), ma la seconda versione (dove hai diligentemente lavorato sulla struttura) è indubbiamente più suggestiva. Ho un solo appunto da farti: perchè insisti in entrambe le versioni a mantenere l'aggettivo "silenziosa" davanti a "voce"? Non ti pare una forzatura?

Paola Delton

  1. Si, leggo le mie composizioni mentre scrivo anche molte volte.
  2. Leggendo ad alta voce sento che il testo è musicale quando ho scritto una bella poesia...pensandoci bene, solo ultimamente leggo veramente ad alta voce le poesie, altrimenti le leggo senza pronunciare le parole, in ogni caso riesco a sentire se c'è musicalità anche dentro di me.
  3. Per fare questi esercizi, prendo in esame la poesia "Al prigioniero" che è nata proprio come esercizio.

Vola libero
prigioniero
la tua grande cella

e se varco non ha il nido
eterne ali costruisci     che lama affilata mai 
potrà scalfire.

Unica compagna di vita
la solitudine pungente
quanto il rovo che di rosso
macchiò il petto implume

Ma bianca onda cogli
e tuffati in lei
a riscoprire
che c'è un cielo infinito.

Come si può vedere dal testo finale ho fatto delle modifiche tenendo conto della musicalità...come puoi vedere ho giocato anche con la forma della composizione.

  1. Credo che di possa parlare di sensazioni ed emozioni in un testo (e quindi di pause, ritmi e tonalità) se quest'ultimo descrive qualcosa, sopratutto un fatto che si è svolto per un certo periodo di tempo. Nella maggior parte dei casi, i miei testi descrivono una sensazione-emozione-pensiero unici, non c'è una sequenza di sensazioni-emozioni-pensieri, per cui credo che le pause le uso indipendentemente dalla motivazione espressa nella domanda. In ogni caso, interrompere il verso è secondo me il più efficace indicatore di "cambiamento".
  2. Mi accorgo ora di avere già trattato questo argomento...andare a capo non è assolutamente solo finire il rigo, c'è sempre un perchè all'andare a capo...nel mio caso credo dipenda più dal significato della poesia, che dalla musicalità della stessa.
  3. Si, parecchie volte ho completamente stravolto la poesia.
  4. Mi trovo un pò in difficoltà...non saprei proprio come fare, questo perchè credo di dare alle mie poesie sempre lo stesso ritmo (il mio), piuttosto dolce e musicale.
  5. Vedi n°7. Considero le mie poesie come dei "blocchi" unici (vedi n°4) per cui vanno lette dall'inizio alla fine senza grandi cambiamenti di tonalità e espressione.
  6. Certo, il significato delle parole può cambiare a seconda del tono dato durante la lettura ad alta voce.
  7. I famosi segni che tu hai aggiunto alle mie poesie a Rovigno...Dopo le tue indicazioni ho cercato di usare questi segni, ma ti dirò che sono del tutto estranei al mio modo di scrivere poesia. Preferisco concentrarmi sul significato delle parole, e soprattutto sui suoni, credo che questi ultimi da soli possano dare toni diversi al testo.

Ho notato che c'è una certa resistenza, da parte tua, ad accettare il percorso del laboratorio, laddove contrasta con le tue abitudini. E' perciò difficile per me riuscire a capire e quindi dare suggerimenti e consigli persistendo questo "rifiuto" inconscio a camminare su strade diverse.
Lo schema di laboratorio è come usare un linguaggio diverso; se non si accetta pienamente uno schema di lavoro diverso da quello a cui sei abituata, sarà molto difficile costruire qualcosa perchè, anche quello che tu recepisci, risulterà poi parziale ed incompleto: un pò come un "puzzle" a cui mancano dei pezzi importanti.
Ad esempio: se l'andare a capo non è legato al ritmo del verso (verso breve, ritmo veloce...verso lungo, ritmo blando) come si può ritmare diversamente senza trovare regole diverse? Cosa significa "nel mio caso credo dipenda più dal dal significato della poesia, che dalla musicalità della stessa"? Se non ci intendiamo su questo è difficile anche farti degli esempi, non trovi? La teoria dei "blocchi unici" è pericolosa, perchè ti porta a rifiutare, inconsciamente, tutti i cambiamenti e...allora dimmi come posso aiutarti senza "forzare" i tuoi blocchi? Prova ad accettare l'idea di partire per un percorso nuovo, senza pregiudizi iniziali e vedrai che sarà più produttivo il tutto...

daniela tulini

Solitamente non verifico la musicalità delle mie poesie leggendole ad alta voce perchè la mia stessa voce non la sento musicale! Così leggendo riproduco mentalmente il suono delle parole e ne verifico la musicalità. E' anche vero che qualche volta uso la voce come strumento di tale verifica e, ripetendo più volte la lettura, emergono meglio le stonature oppure l'armonia si perfeziona. Quasi sempre queste ultime si possono "correggere" cambiando determinate parole con altre dello stesso significato.
Ho preso in esame una mia poesia che non riusciva a soddisfarmi dal punto di vista stilistico. Attraverso i cambiamenti che vi ho apportato, ho cercato di studiare meglio i ritmi del verso, come andare a capo può dare sfumature di significati diverse. Anche il tono con cui si legge, inoltre, contribuisce molto a "riempire di significato e armonia" le parole scritte e ad evidenziare con un tono più o meno alto, con più o meno pause, l'importanza di alcune particolari parole.

Testo iniziale


L'angoscia mi urla dentro
nella lunga corsa
verso un cielo sconosciuto

fuggo via
dal tuo volto
che più non riconosco
dal tuo sorriso
che più non ti appartiene
che svanendo
ha spento
i ricordi del passato.

adesso
solo il cuore mio
li custodisce
...con tenerezza nuova...
mentre sta nascendo
un sogno autentico di libertà.

Seconda stesura

L'angoscia
mi urla nel profondo
nella lunga corsa
verso un cielo ignoto

fuggo via
da un volto
che più non riconosco
da un sorriso
che più non ti appartiene
che svanendo
ha cancellato
...e spento
i ricordi del passato.

adesso dentro me li custodisco
dove nuova tenerezza
germoglia
in sogni
d'autentica libertà.

1° verso: Togliendo il primo verso si evidenzia ciò che sento, nel primo testo si evidenzia che accade "dentro di me".
3° verso: a "sconosciuto" sostituisco "ignoto"...alleggerisce il verso e dona più musicalità
5° e 7° verso: sostituisco all'aggettivo "tuo" l'articolo indeterminativo perchè si riferisce a qualcosa che "non riconosco e non esiste più".
tra il 9° e il 10° verso ne aggiungo un altro che completa il significato e aggiunge musicalità
Al 10° verso aggiungo i punti sospensivi per far soffermare (con una pausa "simbolica") l'attenzione sulla differenza di significato tra i due predicati.
l'ultima parte che era proprio la meno armonica l'ho cambiata per rendere migliori nella forma (musicalità, ritmo, struttura) i contenuti di essa.

Ottimo lavoro, ma anche in questo caso manca una rifinitura nel dettaglio: nella seconda stesura potevi togliere "più"..."più" e sostituire "Adesso" con "Ora".