Lezione n°5

  1. Ascolta dentro o fuori di te. Prova a tradurre in parole o in versi ciò che provi (emozioni, sensazioni, ecc...)
  2. Seleziona gli argomenti o i temi su cui hai scritto qualcosa e scegli quello che intendi sviluppare, accantonando il resto.
  3. Rivedi quanto hai scritto e trasforma il tutto in un testo poetico (inserisci metafore, similitudini, ecc.)
  4. Ritorna a lavorare sul testo prodotto: quali sono le immagini/idee che hai evidenziato? Suddividi il testo per immagini o idee, utilizzando, per facilitare il lavoro, dei "quadretti"...
  5. Rileggi a voce alta: scegli quale o quali "quadretti" utilizzare.
  6. Lavora all'interno dei "quadretti' e poi opera una sintesi fra quelli prescelti: sarà il testo base finale, su cui operare la verifica e le rifiniture...
  7. Rileggi sempre ad alta voce, mentre compi la verifica ed operi le rifiniture, servirà ad accertare continuamente la musicalità del testo.
  8. Per le modifiche e le rifiniture ti potrà essere utile un buon dizionario dei sinonimi.
  9. Riprendi ciò che hai accantonato all'inizio e ripeti tutta l'operazione...
  10. Potrà essere una seconda composizione, oppure una parte distinta della prima, ciò che importa è che nulla vada perduto!

Cristina Espa

  1. Vedi punto 2.
  2. Ho preso in considerazione un racconto breve che ho scritto alcuni anni fa. È un racconto che descrive alcuni momenti di vissuto della mia primissima infanzia. Giochi, emozioni, ricordi.

  3. nella mia sfera magica
    riflessi d'oro tra i capelli
    col sole a picco
    nel cortiletto
    agito i miei ricordi fanciulleschi
    nella triade magica
    del mondo
    in un cortile,
    in un verde portone

    io, piccola mia,
    la nonna
    la mamma
    ma qual'è?

    Libera e felice
    Vola farfalla gialla
    Tra i fiori viola
    Tra lo stupore orticante
    Piange...
    Mamma! O nonna?

  4. Vedi punto 6.
  5. Vedi punto 6.
  6. Più che con i quadretti ho lavorato di "gomma e... rifai". Comunque, dopo aver letto e riletto il testo ho deciso che avevo fatto tanto vociare per nulla. Sia nella prosa che nella bozza qui sopra, il concetto da esplicare è: il dubbio di non aver capito chi era mia mamma e chi mia nonna: soggetti essenziali quando si è piccolissimi. Nel titolo, che sembra quasi fuori luogo, esprimo ancora il dilemma di con chi giocare. Ecco il lavoro finale. Aggiungo anche che mi piace molto: mi intenerisce.

    Cassette di legno o pentolini?

    Agito
    fanciulleschi ricordi
    nella triade del mio mondo

    Nel
    vortice
    dei
    pensieri
    uno
    solo scende
    al centro
    del
    respiro
    affannoso
    che
    persiste
    eterno
    dubbio
    ...
    quale
    la
    mamma
    quale
    la nonna
    ?

    Oh! Io, piccola mia, ti coccolerei...

Non hai seguito la procedura del quadretti, ma il risultato può considerarsi buono. Ho qualche perplessità solo sul ritmo del testo. Mi pare che con scansioni così rapide l'effetto sonoro non sia il migliore. Potresti rivedere il ritmo.

Floriana Tambasco

foglie lacerate da una forza
che le calamita,
attanagliate da una frenetica paura,
emettono lamenti confusi.
 
lo scorrere del vento
le spinge brutalmente,
corrono per scorgere
cosa le attende
 
  in questo travolgimento
gioiscono di danzare
morbidamente
Le invidio: vorrei danzare felice e inerte sul trascorrere del tempo,
aspettando che mi si apra una via luminosa

Scorre il vento
foglie corrono.....
per scorgere cosa le attende.

Gioiscono in una morbida danza

volteggiare vorrei
spensierata
aspettando vie luminose.

Foglie lacerate:
frenetica paura
lamenti confusi di pietà
U na forza lontana le calamita.

Seguendo le indicazioni ho lavorato prima sui quadretti prescelti, cioè il n. 2, il n. 3, il n. 4. Successivamente ho elaborato il contenuto del quadretto n. 1. La stesura fìnale può essere composta da due momenti: il primo dal contenuto del quadretto n. 1, il secondo da quello degli altri tre.

Futuro

Foglie lacerate:
frenetica paura,
confusi lamenti di pietà;
una forza lontana le calamita.

Sullo scorrere del vento
corrono...
ansia di scorgere cosa le attende...

Gioiscono
in una morbida danza.

Volteggiare vorrei...
... spensierata...
aspettando vie luminose.


Ti voglio esprimere i miei complimenti per come hai svolto questa lezione. Spero che tu sia soddisfatta quanto lo sono io... E' bello vedere come la tua personalità poetica cresca e maturi col tempo.

Paola Delton

  1. Provo a tradurre in parole ciò che provo: ...sento che la primavera sta per sbocciare, finalmente lascio alle spalle il mio lungo e triste inverno, il mio e non quello di tutti... ritorno a vedere il mare dalla finestra della mia camera (al secondo piano), mi dà la sensazione di libertà, di vaghezza, di infinito... è da molto che ho sognato questo momento, oggi fa di nuovo freddo, ma la primavera è lì in attesa, sono sicura che mi raggiungerà, o forse io raggiungerò lei... ancora sola, ma non in realtà, quasi a godere della solitudine, ma consapevole che non mi fa bene... sono un contrasto vivente, saprò mai decidere una volta, anche una sola volta nella vita? ... desolazione dell'essere umano, sua impossibilità di vincere perché sconfitto in partenza da un alter ego; vivo in un'epoca in cui l'uomo inizia a prendere coscienza del suo andare alla deriva, ma non può fare niente, se non soffrire e attendere; diffìcile condanna per l'uomo la sua intelligenza...
  2. Scelgo l'ultimo tema: intelligenza = condanna
Getta l'ancora l'uomo
nel suo mare intelligente
come una farfalla
che riflette il triste tramonto.
Difficile condanna
quest'acqua amara
che corrode
...tutto.
Alla deriva va
la mia barca perdente,
vela superflua
ti ho cucito invano.
Vola la mia vela
tra i gabbiani bianchi,
unica farfalla.

Getta l'uomo l'ancora mare intelligente
una farfalla riflette il triste tramonto

..."ali di farfalla riflettono il triste tramonto"
acqua amara che corrode.. ... tutto
Difficile condanna quest'acqua amara che corrode chi ha dato, chi ha preso chi ha tenuto per sé e chi ha rifiutato. Tutto.
la mia barca va alla deriva
scivola la mia barca
tra granelli di sabbia
vela cucita invano che vola
tra gabbiani branchi
vola la mia vela tra gabbiani
bianchi
vela = unica farfalla
  1. punti 4,5,6,7,8 vedi quadretti
  2. Dall' esercizio n. 1 riprendo:
  3. Mare ti rivedo
    ti tocco
    ti sento.
    Fiore di libertà
    che sboccia
    tra la mia solitudine.
    Campo invernale
    bruciato dal rosso papavero,
    "coglilo!".

    Vediamo se riesco ad inserire qualcosa nel testo dei quadretti che dovrebbe fare così:

    Getta l'uomo l'ancora
    nel mare intelligente,
    ali di farfalla
    riflettono il triste tramonto.
    Difficile condanna
    quest'acqua amara:
    corrode chi ha dato,
    chi ha preso,
    chi ha tenuto per sé,
    e chi ha rifiutato. Tutto.
    Scivola la mia barca
    tra granelli di sabbia,
    vola la mia vela
    tra gabbiani bianchi.
    È fiore di libertà
    quest'unica farfalla,
    sboccia nel mare
    che tocco, sento, rivedo.
    La mia solitudine.

    Forse è meglio:

    corrode chi ha dato,
    preso,
    tenuto per sé,
    rifiutato. Tutto.

Sono molto soddisfatto del lavoro che hai fatto, soprattutto perché non era facile, per chi non abituato, entrare nello schema del laboratorio. Laddove tu poni un'alternativa, questa è decisamente la migliore. Mi riferisco al brano: "corrode chi ha dato/preso/tenuto per sé/rifiutato. Tutto.". Questa stesura soddisfa maggiormente allo scopo.

Daniela Tulini

Ecco, con un attimo di silenzio si risveglia una parte nascosta dell'anima, metto a tacere i problemi che assillano la testa... e subito gusto la pace. È una fortuna averla attorno, ma avvertirla nel profondo è qualcosa di più inavvertito, di più prezioso, è un grande dono.

Tanta sofferenza
per l'infelicità che scorgo in volti insoddisfatti o arroganti,
oppure distratti dalla povertà,
o scarni per la malattia, o addirittura segnati dalla violenza,
e tanta gioia
per il desiderio d'amare,
l'unico riscatto per una pace autentica.
Sto pensando alla pace
o piuttosto credendo in essa
e questo vuol dire non perdere mai la speranza
quella speranza che tiene desta nella notte
la sentinella in attesa della luce...
così questo mio tempo trascorre nella pace.
Volti insoddisfatti
arroganti
distrutti dalla povertà
scarni per la malattia
segnati dalla violenza
unico riscatto
per una pace autentica
è l'amore
e soffro
e voglio amare
credo
nella
pace
non perdo
la speranza
come la veglia di una sentinella
vivo il presente e attendo la luce

Testo finale:

Se la pace mi assale
il resto è solo un istante
se la speranza
è il mio presente
come sentinella
in attesa del giorno
sveglierò la notte:
il cielo
specchierà
nel mio volto
il suo inebriante
sorriso.

Complimenti! Ottimo lavoro.