SCHEMA DI LAVORO: Poesia - Suono
Il brano ascoltato è dei Realogic e si intitola "Logic Sphere"; dura 7',35"; è in 3D sound ed è tratto da "Ego" music for virtual application. "Via da lì"
| Balla! Lunghi capelli fluenti ruotano in circoli d'aria Alcune ciocche argentate frizzano leggere e leggiadre Silenzio! Cori di gocce fredde di pioggia caduta sbarazzina Pigolii |
di pulcini salterini nell'aria dell'alba crescente Silenzio! Ancora... Silenzio! Sussurri e... Balla! Scuoti il corpo Svegliati! Silenzio! Un uccello nero |
plana ad ali spiegate nel sole e abati pregano in canti d'avviso: via da lì via da lì... Silenzio! Il vento sulla prateria ovattata ed un cavallo al galoppo scalpita nervoso: via da lì... via da lì... Silenzio! |
Bolle |
Perchè
non fare qualche intervento ulteriore d'economia? Credo che il testo finale
ne avrebbe qualche vantaggio... So che ti è un poco difficile, ma potresti
tentare (basta qualche articolo od aggettivo in meno, a volte).
La canzone che ho scelto ("Ferite" di Luca Carboni - v. n°17 del Giornalino) ha destato in me forti emozioni, che avevo già pensato di tradurre in versi, indipendentemente dal laboratorio. Il risultato finale mi ha soddisfatta, comunque credo che la poesia che ho scritto sia qualcosa di sicuramente diverso e autonomo rispetto alla canzone, un commento personale al testo e alla musica di Carboni; parole e musica che si integrano perfettamente ed infatti nella mia poesia parto proprio da una particolare attenzione alla musica.
Una solitaria chitarra |
Abbandonate come relitti |
Nei tuoi
scritti vedo sempre impegno e una forte carica di entusiasmo.
La lezione è OK.
| La sento camminare tra case diroccate e cadaveri sparsi, disordine desolazione dolore. Il suo volto è muto. Vite spezzate sorrisi stroncati. Dietro ai suoi passi di morte sento il canto di altre donne, chi è sopravvissuto deve piangere chi è morto. Sinfonie di morte assorbono il sangue sparso sull'erba, ma il canto non distingue e i panni neri, ancora vivi, raggiungono il silenzio. Ricomincia quel che è finito. |
Dietro ai suoi passi di morte giunge il canto di altre donne, chi vive piange l'ucciso.
ma il canto non distingue e tutto raggiunge il silenzio. Quel che è finito ricomincia. |
La sento camminare tra
case |
|

Mi piace il lavoro che hai fatto, soprattutto la parte finale, anche se non conosco il brano da cui sei partita.
Il brano musicale a cui è legata la stesura di questa poesia è "crash, boom, bang" una canzone dei Roxet. La composizione dei versi risente senz'altro delle emozioni che ogni volta in cui l'ascolto prendono vita in me, ma soprattutto questa canzone riesce a farmi riprovare lo stato d'animo di quando l'ho ascoltata per la prima volta, momento che rappresenta per me un'esperienza fortissima. Da questo "incrociarsi" di pensieri, sentimenti del presente e del passato sono nati tali versi.
Tornando da un sogno
così ha cantato la malinconia...
stretta nella gola
mi ha asciugato il pianto
per morire
per sempre
dietro maschere sconosciute,
per svegliarmi
ed evocare un viaggio senza ritorno
quando nel mare
ho visto l'universo,
l'immortalità
e tutto ciò
che di più bello
potevo immaginare.

Occorreva un passaggio ulteriore, per curare meglio il ritmo, esempio: così ha cantato la malinconia. E via di seguito.