Lezione n°6

SCHEMA DI LAVORO: Poesia - Suono

  1. Ascolta un brano di musica (indica poi il titolo e l'autore): il canto o gli strumenti ti trasmettono qualcosa?
  2. Prova a tradurre in parole le emozioni trasmesse dal brano.
  3. Rivedi quanto hai scritto e trasforma il tutto in un testo poetico (inserisci metafore, similitudini...)
  4. Ritorna a lavorare sul testo prodotto: ci sono parti da rivedere?
  5. Rileggilo a voce alta: ti soddisfa?
  6. Riascolta il brano. Leggi contemporaneamente il testo prodotto: verifica se le emozioni tradotte in versi ti soddisfano.

Cristina Espa

Il brano ascoltato è dei Realogic e si intitola "Logic Sphere"; dura 7',35"; è in 3D sound ed è tratto da "Ego" music for virtual application. "Via da lì"

Balla!
Lunghi capelli
fluenti
ruotano
in circoli d'aria

Alcune
ciocche argentate
frizzano
leggere e
leggiadre

Silenzio!

Cori di gocce
fredde
di pioggia
caduta
sbarazzina

Pigolii
di pulcini
salterini
nell'aria
dell'alba
crescente

Silenzio!

Ancora...

Silenzio!

Sussurri e...

Balla!

Scuoti il corpo
Svegliati!

Silenzio!

Un uccello nero
plana ad ali
spiegate
nel sole e
abati pregano
in canti
d'avviso:
via da lì
via da lì...

Silenzio!

Il vento
sulla prateria
ovattata
ed un cavallo
al galoppo
scalpita
nervoso:
via da lì...
via da lì...

Silenzio!

Bolle
di balena
sommersa
dal nero
petrolio
non si respira
via da lì...
via da lì...
lenta agonia
pesci
tutt'attorno
nuotano
lievi
ma lenta
lenta
la speranza
di vita
se ne va
e gli abati
pregano,
sussurrano
lodi ma...
muore.

Perchè non fare qualche intervento ulteriore d'economia? Credo che il testo finale ne avrebbe qualche vantaggio... So che ti è un poco difficile, ma potresti tentare (basta qualche articolo od aggettivo in meno, a volte).

Floriana Tambasco

La canzone che ho scelto ("Ferite" di Luca Carboni - v. n°17 del Giornalino) ha destato in me forti emozioni, che avevo già pensato di tradurre in versi, indipendentemente dal laboratorio. Il risultato finale mi ha soddisfatta, comunque credo che la poesia che ho scritto sia qualcosa di sicuramente diverso e autonomo rispetto alla canzone, un commento personale al testo e alla musica di Carboni; parole e musica che si integrano perfettamente ed infatti nella mia poesia parto proprio da una particolare attenzione alla musica.

Una solitaria chitarra
racconta una malinconica gioia...
e accompagna un cammino
sulla deserta battigia primaverile
... Brezza pungente...
mi volto... guardo... mi accorgo
di un sentiero di orme.

Abbandonate come relitti
parlano di felicità e di oscuri vuoti
...leggeri rivoli graffiano il cuore...
il cammino continua,
incontrerò altre orme
...e ancora una brezza pungente...

Nei tuoi scritti vedo sempre impegno e una forte carica di entusiasmo.
La lezione è OK.


Paola Delton

  1. Sto ascoltando un brano della colonna sonora del film "Underground": War. Mi viene trasmessa una profonda desolazione. Vedo una donna camminare tra case diroccate, tra cadaveri sparsi in modo disordinato; il suo volto è muto. Non un fiore, non una luce amica; solo vite spezzate e sorrisi troncati Ora c'è il canto di un gruppo di donne: il dolore della donna di prima si accumula a quello di molte altre, c'è la desolazione della morte che sovrasta tutto; la terra è come coperta da una coltre di silenzio e dall'alto vedo scendere qualcosa di indefinito che assorbe i cadaveri e pulisce la terra, anche il sangue sparso sull'erba; tutto viene assorbito, anche le donne vive, quel pezzo di terra ha di nuovo sembianze normali, tutto è finito, è stata una parentesi, tutto ricomincia.
  2. Vedi n. 1


  3. La sento camminare tra case
    diroccate e cadaveri sparsi,
    disordine desolazione dolore.
    Il suo volto è muto.
    Vite spezzate sorrisi stroncati.
    Dietro ai suoi passi di morte
    sento il canto di altre donne,
    chi è sopravvissuto deve piangere
    chi è morto.
    Sinfonie di morte assorbono
    il sangue sparso sull'erba,
    ma il canto non distingue
    e i panni neri, ancora vivi,
    raggiungono il silenzio.
    Ricomincia quel che è finito.

     

     

    Dietro ai suoi passi di morte giunge il canto di altre donne, chi vive piange l'ucciso.

     

    ma il canto non distingue e tutto raggiunge il silenzio. Quel che è finito ricomincia.

       

    La sento camminare tra case
    diroccate e cadaveri sparsi,
    disordine desolazione dolore.
    Il suo volto è muto.
    Vite spezzate sorrisi stroncati.
    Dietro ai suoi passi di morte
    il canto di altre donne,
    chi vive piange l'ucciso.
    Sinfonie di morte assorbono
    il sangue rosso dell'uomo,
    ma il canto non distingue
    e tutto raggiunge il silenzio.
    Quel che è finito ricomincia.


  4. Si.
  5. Mi soddisfa.
  6. Ho riascoltato il brano e ho letto contemporaneamente il testo. Direi che il risultato mi soddisfa.

Mi piace il lavoro che hai fatto, soprattutto la parte finale, anche se non conosco il brano da cui sei partita.

Daniela Tulini

Il brano musicale a cui è legata la stesura di questa poesia è "crash, boom, bang" una canzone dei Roxet. La composizione dei versi risente senz'altro delle emozioni che ogni volta in cui l'ascolto prendono vita in me, ma soprattutto questa canzone riesce a farmi riprovare lo stato d'animo di quando l'ho ascoltata per la prima volta, momento che rappresenta per me un'esperienza fortissima. Da questo "incrociarsi" di pensieri, sentimenti del presente e del passato sono nati tali versi.

Tornando da un sogno
così ha cantato la malinconia...
stretta nella gola
mi ha asciugato il pianto
per morire
per sempre
dietro maschere sconosciute,
per svegliarmi
ed evocare un viaggio senza ritorno
quando nel mare
ho visto l'universo,
l'immortalità
e tutto ciò
che di più bello
potevo immaginare.

Occorreva un passaggio ulteriore, per curare meglio il ritmo, esempio: così ha cantato la malinconia. E via di seguito.